Chiacchiere librose

Harry Potter: quando la magia ebbe inizio…

Oggi ricorre una data importante per i fans del maghetto più famoso del mondo: il 26 giugno 1997 fu pubblicato per la prima volta il primo capitolo della saga destinata a diventare una leggenda, Harry Potter e la Pietra Filosofale.
Dopo essere stato rifiutato da molteplici case editrici, perchè troppo lungo, finalmente il manoscritto venne accettato dalla Bloomsbury Publishing Plc, che decise di pubblicarlo l’anno successivo.
Il resto è storia… ❤

Sono passati 20 anni dalla pubblicazione del primo romanzo della saga in Italia, eppure questa storia non smette di emozionare, di regalare brividi e sogni a grandi e piccini, che trovano tra le pagine del libro quel pizzico di magia celato in ognuno di noi.
Per celebrare questo giorno così significativo, da affezionatissima potterhead, voglio rendere omaggio a questa incredibile saga pubblicandone la prima pagina, da cui tutto ha avuto inizio…

Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di affermare di essere perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.
Il signor Dursley era direttore di una ditta di nome Grunnings, che fabbricava trapani. Era un uomo corpulento, nerboruto, quasi senza collo e con un grosso paio di baffi. La signora Dursley era magra,bionda e con un collo quasi due volte più lungo del normale, il che le tornava assai utile, dato che passava gran parte del tempo ad allungarlo oltre la siepe del giardino per spiare i vicini. I Dursley avevano un figlioletto di nome Dudley e secondo loro non esisteva al mondo un bambino più bello.
Possedevano tutto quel che si poteva desiderare, ma avevano anche un segreto, e il loro più grande timore era che qualcuno potesse scoprirlo. Non credevano di poter sopportare che qualcuno venisse a sapere dei Potter. La signora Potter era la sorella della signora Dursley, ma non si vedevano da anni.
Anzi, la signora Dursley faceva addirittura finta di non avere sorelle, perché la signora Potter e quel buono a nulla del marito non avrebbero potuto essere più diversi da loro di così. I Dursley rabbrividivano al solo pensiero di quel che avrebbero detto i vicini se i Potter si fossero fatti vedere nei paraggi. Sapevano che i Potter avevano anche loro un figlio piccolo, ma non lo avevano mai visto. E questa era un’altra buona ragione per tenere i Potter a distanza: non volevano che Dudley avesse a che fare con un bambino di quel genere.
Quando i coniugi Dursley si svegliarono, la mattina di quel martedì grigio e nuvoloso in cui inizia la nostra storia, nel cielo coperto non c’era nulla che facesse presagire le cose strane e misteriose che di lì a poco sarebbero accadute in tutto il Paese. Il signor Dursley scelse canticchiando la cravatta più anonima del suo guardaroba e la signora Dursley continuò a chiacchierare ininterrottamente, mentre con grande sforzo costringeva sul seggiolone Dudley che urlava a squarciagola.
Nessuno notò il grosso gufo bruno che passò con un frullo d’ali davanti alla finestra.
Alle otto e mezzo il signor Dursley prese la sua valigetta ventiquattrore, sfiorò con le labbra la guancia della moglie e tentò di dare un bacio a Dudley, ma lo mancò perché, in quel momento, in preda a un furioso capriccio, il bambino stava scagliando i suoi cereali contro il muro.
«Piccolo monello!» commentò ridendo il signor Dursley mentre usciva di casa. Salì in macchina e percorse in retromarcia il vialetto del numero 4.
Fu all’angolo della strada che notò le prime avvisaglie di qualcosa di strano: un gatto che leggeva una mappa. Per un attimo, il signor Dursley non si rese conto di quel che aveva visto; poi girò di scatto la testa e guardò di nuovo. In effetti c’era un gatto soriano all’angolo di Privet Drive, ma di mappe nemmeno l’ombra. Ma che diavolo aveva per la testa? La luce doveva avergli giocato qualche brutto tiro. Si stropicciò gli occhi e fissò il gatto, che gli ricambiò l’occhiata. Mentre l’auto girava l’angolo e percorreva un tratto di strada, il signor Dursley tenne d’occhio il gatto nello specchietto retrovisore. In quel momento il felino stava leggendo il cartello stradale che indicava Privet Drive. No, lo stava guardando; i gatti non sanno leggere le mappe e neanche i cartelli stradali. Il signor Dursley si riscosse da quei pensieri e allontanò il gatto dalla mente. Mentre si dirigeva in città, non pensò ad altro che al grosso ordine di trapani che sperava di ricevere quel giorno.

Ogni volta rileggere questo ed altri passi della saga suscita un’emozione, non trovate?

∼Deb

9 pensieri su “Harry Potter: quando la magia ebbe inizio…”

  1. Ho letto Harry Potter in ebook l’anno scorso; fino ad allora non conoscevo la storia del maghetto, credevo fossero libri… per ragazzi, e invece… neanche per sogno! Mi sono ricreduto, e ne sono stato felice, al punto da progettare l’acquisto della saga in cartaceo. E comunque hai ragione, è un viaggio lungo, pieno di avvenimenti vari, ma la lettura ne vale veramente la pena! Buon pomeriggio, Deb ❤

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